Ki Golf non è un nuovo modello della famosa automobile tedesca..
Ki è il termine che in Giappone indica l’energia vitale che pervade ogni essere vivente. In Cina si chiama Chi, in India il termine sanscrito che lo rappresenta è il prana.
Nelle arti marziali si impara a veicolare il proprio ki per sferrare i colpi o per difendersi più efficacemente. Ma cosa vuole dire utilizzare il ki?
L’aikido, per esempio, è una disciplina basata sull’utilizzo di questa forma di energia. Il nome stesso vuole dire “Disciplina che conduce all’unione ed all’armonia con l’energia vitale e lo spirito dell’Universo”.
In questa disciplina si insegna a non usare la forza “muscolare” per eseguire le tecniche ma, in maniera controintuitiva, a rilassare i muscoli e riempirli di ki, usando il respiro e la mente.
Quando ho iniziato a praticare ho visto subito delle similitudini pazzesche tra questo approccio e quello che dovrebbe essere utilizzato nell’eseguire lo swing.
Rilassare i muscoli, cercare la velocità del bastone non con la forza ma con il corretto movimento, attraversare la palla come per “caso” senza cercare di colpirla più forte possibile. Questi sono stati i primi parallelismi che ho trovato clamorosamente calzanti con gli insegnamenti dell’aikido.
Nella disciplina dell’aikido tutti i movimenti partono e sono guidati dal tanden, un punto localizzato 2 dita sotto l’ombelico che rappresenta uno dei centri energetici o chakra. In particolare è quello del movimento, chiamato anche “seika tanden” o “seika no itten“.
Da wikipedia si legge: Dal punto di vista della capacità di movimento dinamico del corpo nelle arti marziali giapponesi, hara ed in particolare seika no itten, costituiscono la sede psicofisica della presenza mentale del praticante, il quale porta in questa sede il centro della propria stabilità psicofisica e della generazione dei propri movimenti corporei.
Eccola un’altra analogia: da cosa è condotto lo swing se non dal bacino, supportato dalle gambe che scaricano le forze applicate a terra tramite i piedi. Già prima di praticare l’aikido, mi accorsi che il mio swing era molto più solido e consistente quando pensavo al bacino come al “promotore” del movimento stesso. E come perdevo di consistenza quando i miei pensieri di swing erano focalizzati su qualche “particolare” da mettere a posto: i polsi in un certo modo, il piano non troppo basso, e qualsiasi cosa che non fosse “mente vuota”.
Mentre quando tutti i muscoli restano rilassati e “seguono” il movimento generato dal tanden (bacino) la palla parte potente, dritta, alta. Tengo a precisare che rilassato non vuole dire “molle”, come dice sempre il mio sensei… ma deve essere uno stato di pienezza, dove appunto il KI riempe tutto il corpo. I muscoli sono attivi, ma non tesi. Così si riescono ad ottenere maggiori velocità del bastone e migliore solidità.
Ora lo sforzo maggiore è mettere in pratica le tecniche per utilizzare il Ki durante lo swing, inizialmente durante la pratica, successivamente in campo. Cosa indubbiamente non semplice, perchè qualsiasi particolare venga modificato nella routine e nel movimento di un golfista, può provocare, almeno inizialmente, problemi di inconsistenza, di poca solidità. La tendenza è quindi quella di abbandonarle in situazioni particolari quali gare o parti di esse particolarmente stressanti.
E’ quindi fondamentale applicarsi in maniera totale, ma senza forzare, e farlo diventare una componente naturale, istintiva, rendendo efficace questo approccio.
Domo Arigato Gozaimashita
